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Storia del comune

STORIA DI SAN PIETRO IN CERRO

STORIA DI SAN PIETRO IN CERRO

 

San Pietro in Cerro è un piccolo, ma grazioso paese della bassa padana piacentina lambito dal torrente Arda, circondato da arre agricole che si introducono con garbo entro lo stesso centro abitato come pure in quello della frazione Polignano. Descritto come “paese-giardino”, per i viali alberati e i verdeggianti parchi che circondano gli edifici più importanti e i monumenti conserva ancora la tipica atmosfera di paese agricolo.

Le origini del paese fanno riferimento ai romani che qui edificarono un “castrum” a difesa dai Galli.

Nel 996 d.c., cosi’ si narra, fu costruita, nei pressi di un maestoso cerro, una pieve battesimale dedicata al primo degli apostolo, spiegando di fatto  anche le origini del toponimo.

Ubicato su un’antica via di pellegrinaggio la strada a Bardum, che collegava la via Postumia con la via Francigena era luogo di transito come testimonia pure la sede romanica della frazione Polignano dedicata a San Donato.

Dopo un breve dominio dei Malaspina, divenne in seguito un avamposto dello Stato Pallavicino entro i cui territori gravitò fino al Cinquecento pur passando sotto la dominazione di potenti famiglie quali i Landi, per divenire, nel 1466, feudo dei Conti Barattieri, di cui si conserva ancora lo splendido Castello e il palazzo seicentesco, in seguito fece parte del Ducato di Parma e Piacenza.

Sede del Municipio è tuttora l’ex dimora di campagna del Conte Alessandro Barattieri denominata Casino Barattieri, edificato nel 1864 su progetto dell’arch. Guglielmo della Cella.

 

La frazione Polignano

 

Situato a qualche chilometro dal capoluogo è raggiungibile da strade perpendicolari, frutto della centuriazione romana, particolarmente evidente nella zona del Crocione. Documentata intorno all’anno Mille la pieve romanica dedicata a San Donato. Nel XIV sec. esisteva un fortilizio appartenuto ai Da Fontana di cui non rimane traccia. La chiesa, rimaneggiata nel XVIII sec. presenta una facciata tripartita con interno ad unica navata. Vi furono battezzati gli avi del ramo materno del grande compositore Giuseppe Verdi.

 

 

LUOGHI DI PARTICOLARE INTERESSE

 

La Santina: (Polignano)

Rappresentato da una villa con oratorio annesso risalente alla prima metà del XVII secolo, dove spicca il tamburo a pianta ottagonale con torretta.

Appartenuta alla nobile famiglia milanese dei Santini, ora di proprietà privata.

 

Fontanazza: (Polignano)

Rappresentato da un avamposto medioevale con annesso oratorio del seicento. Il complesso è appartenuto ai Landi di Val Taro, dal XVI sec. ai Farnese cui subentrarono nel 1667 i Mansi di Lucca fino al XIX sec.

La torre in laterizio del sec. XIV, ora di proprietà privata, presenta tracce degli incastri del ponte levatoio.

 

Chiesa di San Pietro: (San Pietro in Cerro).

Documentata nel 969 come pieve romanica, ampliata nel 1522, presenta una facciata romanica a capanna ornata da tre portali barocchi in pietra grigia e corrispettivi rosoni. L’interno è ad unica navata con cappelle laterali, in parte decorato probabilmente dai Bibbiena, sopra il portale collocato un organo risalente al sec. XVIII. La torre campanaria presenta una copertura a cono. La chiesa ospita un sarcofago con le reliquie di Sant’Orsola, recatasi in Inghilterra nel V sec. per evangelizzare i Sassoni, si rifugiò successivamente nella valle del Reno dove fu trucidata dagli Unni.

Le spoglie della santa furono trasportate a San Pietro in Cerro per volere della famiglia Barattieri.

 

Palazzo e parco Barattieri: (San Pietro in Cerro).

Fatto costruire nel 1495 da Bartolomeo Barattieri, rimaneggiato nel XVII e nel XIX sec. da Vittorio Barattieri, che fece riprogettare il parco all’italiana dove sono presenti platani e tigli secolari. Il palazzo presenta una pianta ad U con l’interno suddiviso in ampi saloni; la facciata è semplice e presenta lo stemma nobiliare. E’ appartenuto ai nobili Barattieri fino al XX sec. ora è di proprietà comunale e destinato ad attività culturali e ricreative.

 

Ca Giuseppina: (San Pietro in Cerro)

Sorta nel XVIII sec. come osteria, fu restaurata, per volere della marchesa Giuseppina Arboreo di Gattinara Barattieri, nel XIX sec. L’edificio è stato realizzato in stile neomedievale e presenta un cortile arricchito da un loggiato e bifore.

 

Villa Brondelli Di Brondello: (San Pietro in Cerro)

Costruita nella seconda metà del XVII sec. dai componenti del ramo piacentino della famiglia Gavazzi Della Somaglia, divenne, nella prima metà dell’Ottocento, proprietà della famiglia Barattieri, per passare all’inizio del Novecento alla famiglia piemontese Brondelli di Brondello.

La costruzione si presenta incompleta, preceduta da un ingresso scenografico con giardino e facciata arricchita da tre archi. Adiacente alla villa è ubicata la Cascina la Bassa realizzata in stile neorinascimentale con torre scandita da monofore.

 

Castello di San Pietro in Cerro:

Costruito su un preesistente fortilizio, di cui restano le tracce del fossato, ora interrato, e di alcuni elementi nei sotterranei, che nel medioevo costituiva senz’altro un avamposto militare piacentino contro le incursioni dei cremonesi. Le fonti documentarie lo fanno risalire alla fine del quattrocento, un epigrafe murata nel cortile tramanda che l’edificio fu portato a termine nel 1491 “ab fundamentis”, dalle fondamenta. Nei secoli il fabbricato non ha subito sostanziali modifiche offrendo ancor oggi un esempio molto rappresentativo della tipologia residenziale nobiliare quattrocentesca del territorio piacentino. L’austerità del monoblocco in laterizio, introdotto da un viale di tigli, all’interno di un ampio parco secolare, è contrastata dall’eleganza del cortile interno in stile rinascimentale. Il castello si presenta a pianta quadrangolare con il lato settentrionale arricchito da due torrioni circolari posti a sua difesa. A difendere il lato meridionale era invece la torre mastio in cui era ubicato anche l’ingresso dotato di ponte levatoio recentemente ripristinato. Il suo aspetto esterno dà la netta sensazione di compattezza e austerità, solo in parte ingentilito da una serie di finestre poste su tre livelli. La merlatura a coda di rondine, ora murata, presenta insolite “ventiere”, che servivano per ridurre al minimo l’esposizione dei difensori. L’ampio cortile interno è arricchito su tre lati da loggiati sovrapposti con archi a tutto sesto. Gli ambienti interni sono comunicanti e percorribili; particolare il salone d’onore affrescato, l’antica cucina con pentole in rame, la sala d’armi, la ghiacciaia e le cantine.

Nel sottotetto del castello nel 2001 è stato allestito il MIM, Museum in Motion, che espone opere a partire dal secondo dopoguerra, realizzate da artisti nazionali ed internazionali, con particolare attenzione agli autori piacentini. Presso il castello si trova anche un biblioteca storica in cui sono conservati circa 2000 testi di particolare rilevanza.

La famiglia Barattieri ha mantenuto la proprietà fino al 1993 anno in cui l’edificio è stato acquistato dalla famiglia Spaggiari che ne ha curato un attento e scrupoloso restauro conservativo.